Sabtu, 19 Januari 2013

LA CHIESA IN ASIA


Ansensius Guntur (Yance)


      I.            Introduzione

L'Asia è il continente più vasto e più popolato nel mondo. L’Asia è casa per circa di 3.6 miliardi persone, due terzi della popolazione mondiale. Nel suolo asiatico troviamo delle maggiori religioni del mondo, quali il giudaismo, il cristianesimo, l'islamismo e l'induismo. In questa terra pure sono nati altre tradizioni spirituali, quali il buddismo, il taoismo, il confucianesimo, lo zoroastrismo, il giainismo, lo psichismo e lo shintoismo. Inoltre, milioni di persone seguono altre religioni tradizionali o tribali, con vari gradi di riti, di strutture e d’insegnamenti religiosi formali[1].

La chiesa Cattolica ha origine in questa terra, in Palestina (Asia dell’Ovest). I dati recenti mostrano che in questo continente ci sono più di 120 milioni cattolici, una frazione di 3% del numero totale della popolazione in Asia. La Chiesa cattolica è una minoranza nei paesi asiatici tranne Filippine e Timor Est. Come la chiesa cattolica si sviluppa in questa terra? Quale sarebbe l’identità’ della chiesa asiatica? Qual è la sua spiritualità?

In questo piccolo elaborato, cerco di presentare prima di tutto la presenza storica della chiesa cattolica in Asia. Conoscere la storia ci aiuta a capire certi elementi importanti riguardante la chiesa cattolica in Asia oggi. La spiritualità è anche parte importante d’una chiesa. Cerco di trovare alcuni elementi che potrebbero essere tratti particolari della chiesa asiatica.

   II.            Chiesa Cattolica in Asia


La religione cattolica è nata in Palestina, una parte dell’Asia dell’Ovest o Medio Oriente. Le chiese di due paesi vantano un’origine apostolica: quella di Persia e quella dell’India. In Persia si è costituita la prima comunità cristiana fuori dei confini dell’impero romano. La presenza nel Kerala, nell’India meridionale, fin dai tempi apostolici è affermata da molteplici tradizioni, secondo la quale san Tommaso è arrivato nel 52 ed è stato ivi martirizzato.

Furono i cristiani siriani di Persia ad arrivare in Cina e ad istaurarvi comunità. La prima presenza cristiana sicura in Cina va dal 635 all’845, anno della grande persecuzione contro le religioni straniere e in primo luogo contro il buddismo. La seconda ondata venne dall’occidente ad opera degli ordini mendicanti, e in particolare di Fr. Giovanni da Montecorvino che arrivò nel 1294 a Pechino e in una dozzina d’anni battezzò seimila persone.

La terza inizia propriamente nel 1583 con l’arrivo dei gesuiti Ricci e Ruggeri. Dopo un tentativo di adattamento buddhista, l’assunzione di atteggiamenti e di valori confuciani e l’introduzione delle conoscenze scientifiche specialmente astronomiche facilitarono la conversione. Alla sua morte nel 1611, Ricci lasciava 2.500 battezzati sotto la cura di 16 missionari di cui la metà cinesi. I neo cristiani erano cinesi di classe sociale dotta ed elevata. Questo spiega la rapida crescita: nel 1700 i cattolici erano circa 300.000.

In Giappone l’evangelizzazione fu iniziata da san Francesco Saverio nel 1549. Lo sviluppo fu rapido. Quarant’anni dopo, quando incominciarono le prime avvisaglie della persecuzione, i cristiani erano 205.000 curati da 43 sacerdoti coadiuvati da 73 chierici e fratelli dei quali 47 erano giapponese. Nel 1614, all’inizio della persecuzione diretta, i cattolici erano 300.000.

Il potere coloniale pose fine alle persecuzioni contro i missionari e permise una loro presenza più regolare. Le comunità cristiane si moltiplicarono in concomitanza con le colonie portoghesi e spagnole, come nell’India meridionale, a Sri Lanka e in particolare nelle Filippine. In questo paese, l’attività’ missionaria iniziò nel 1565 con l’arrivo dell’ammiraglio spagnolo Legazpi ed è legata all’ispanizzazione delle isole, che comportava anche la cristianizzazione delle popolazioni.

La colonizzazione dell’Asia da parte dei paesi occidentali non porta solo elementi positivi ma anche causa i risvolti negativi sull’opera missionaria. Alcuni paesi dell’Asia (Giappone, Vietnam e Corea) tendono a vedere questi cristiani come quelli che possono fare la complicità con i possibili colonizzatori.

L’indipendenza dei paesi asiatici, avvenuta tra il 1945 e il 1955, ha segnato per le missioni una nuova epoca. Nazionalismo e risveglio delle religioni locali sono stati concomitanti.[2]

Il numero totale dei cattolici nel mondo è poco ma l’importanza della chiesa cattolica è ben notata. La chiesa ha dato una contribuzione molto importante nell’Asia. La chiesa cattolica è consistente nel suo lavoro nell’educazione, assistere i malati e i bisognosi e una rete della sua presenza.

La contribuzione della chiesa sull’educazione è ben nota in Asia. In Asia, ci sono 12, 891 scuola materna con 1, 623,466 bambini e 14, 641 scuole elementari con quasi 5 milioni dei numeri degli studenti.[3]

Dal 21, 787 centri sanitari nel mondo gestiti dai cattolici, 3.905 sono presenti in Asia. Per dare un poco di dettagli, scopriamo che in Asia ci sono 1.088 ospedali cattolici, 822 cliniche, 59 centri dei lebbrosi, etc. Tanti centri dipendono dagli ordini religiosi ma grande percentuale sono gestiti dai diocesi asiatici.  Ci sono più di 9.000 scuole medie e superiore gestite dai diocesi cattolici dove studiano più di 5 milioni degli studenti. Ci sono pure le università cattoliche, dove studiano più di un milione degli allievi. Le scuole cattoliche godono un grande prestigio per la qualità dell’educazione che offrono.


III.            Spiritualità Asiatica


Possiamo discernere almeno tre significati della spiritualità. Vediamo spiritualità come un rapporto dell’uomo con Dio. Concepiamo anche spiritualità come il vivere della vita cristiana sotto l’influenza di Gesù’, una persona libera che ci libera. Il terzo significato è di capire la spiritualità come animazione, ispirazione e la vita viva sotto l’azione dello spirito santo, la terza persona della trinità[4].  Tenendo in mente questi significati, possiamo cercare alcuni elementi della spiritualità cristiana.

a.     La centralità di Gesù’ Cristo e il rispetto delle altre religioni

 Il pluralismo delle religioni in Asia ha dato una sfida alla fede in Cristo delle comunità cristiana. L’incontro con le diverse religioni ha stimolato una riflessione su come il nucleo della fede cattolica – la centralità di Gesù’ Cristo per la salvezza – è collegato al riconoscimento degli elementi positivi nelle altre tradizioni. La chiesa cattolica in Asia tiene ferma la verità della sua fede e allo stesso tempo essere aperti ad avere contatti con quelli di altre religioni. Papa Giovanni mette a fuoco la centralità di Gesù’ nella sua esortazione Ecclesia in Asia dicendo “Ciò che distingue la Chiesa dalle altre comunità religiose è la fede in Gesù Cristo; ed essa non può tenere per sé questa preziosa luce della fede sotto il moggio (cfr Mt 5, 15), poiché la sua missione è quella di condividerla con tutti.”

Davanti alla diversità religiosa, la chiesa ha seminato un atteggiamento di rispetto e tolleranza. In Ecclesia in Asia, Giovanni Paolo II esprime la sua ammirazione per la religione asiatica, dicendo “I popoli dell'Asia sono conosciuti per il loro spirito di tolleranza religiosa e di coesistenza pacifica. Senza negare la presenza di aspre tensioni e di violenti conflitti, si può tuttavia dire che l'Asia ha spesso dimostrato una notevole capacità di adattamento ed una naturale apertura al reciproco arricchimento dei popoli, nella pluralità di religioni e di culture.”[5]

Davanti agli altri grandi religioni in Asia, I vescovi Asiatici esprimono la difficoltà di proclamare Gesù’ quale l’unico salvatore. Questa difficolta’ nasce dal fatto che Gesù’ viene speso percepito come un estraneo all’Asia. E’ vero che Gesù’ è nato nella terra asiatica ma molti asiatici tendono a vedere Gesù’ come un occidentale piuttosto che come una figura asiatica. I missionari occidentali fossero stati influenzati dalle loro culture di provenienza. Per questo, Ecclesia in Asia rileva l’importanza di avere una pedagogia adatta alla cultura Asiatica. Il contatto personale diventa un valore richiesto per ogni ministero di Gesù’ e offrendo al popolo asiatico della figura di Gesù come “Maestro di Sapienza, il Guaritore, il Liberatore, la Guida spirituale, l'Illuminato, l'Amico compassionevole dei poveri, il Buon Samaritano, il Buon Pastore, l'Obbediente”.[6]


b.     La Contemplazione

La spiritualità Asiatica contiene un forte appello alla contemplazione. In Ecclesia in Asia, Papa Giovanni Paolo II afferma che l’amore per il silenzio e la contemplazione sono valori religiosi e culturali tipici dei popoli dell’Asia.[7] Nella settima assemblea plenaria dei vescovi dell’Asia (FABC) in Tailandia (3-12 gennaio 2002), con tema generale “La Chiesa Rinnovata in Asia: Missione dell’amore e del servizio”, sottolinea l’importanza del movimento verso una interiorità profonda:

 “the Asian Church becomes a deeply praying community whose contemplation is inserted in the context of our time and the cultures of our peoples today. Integrated into everyday life, “authentic prayer ha to engender in Christians a clear witness of service and love””[8].
          
FABC vuole sottolineare che la contemplazione dovrebbe aiutare I cristiani a dare una testimonianza chiara del servizio e dall’amore.

c.      Evangelizzazioni – in modo asiatico

Sin dall’origine i cristiani sono stati sempre stimolati a evangelizzare. Per l’evangelizzazione nella terra asiatica, Papa Giovanni Paolo II fa ricordare al popolo Asiatico che Gesù’ Cristo deve essere l’ispiratore dell’attività’ evangelica[9]. In quale modo possiamo evangelizzare?

Un vescovo Indonesiano Suharyo nell’occasione dell’incontro dei FABC disse che In Asia, la gente crede quello che vede. Il popolo asiatico pone molto attenzione alle persone e i rapporti più che le dottrine, soprattutto quelli che mostrano il rispetto, cura e compassione. Ethos Asiatico dell’umanità’ è il primo invito a cominciare la missione. Quando si rapportano con la gente, soprattutto con la gente di altra fede, si vede la preoccupazione, valori, i dolori, le agonie, il loro amore per la pace e armonia della vita, aspirazione che spontaneamente il popolo asiatico condivide.[10] L’evangelizzazione dunque deve essere nel pieno rispetto, nella pace e nella compassione verso l’altro.

La silenziosa testimonianza di vita rimane l’unico modo di proclamare il Regno di Dio in molti luoghi in Asia. Non tutti paesi asiatici ottengono la libertà religiosa. La testimonianza della vita potrebbe diventare un’evangelizzazione efficacia.

Giovanni Paolo II afferma che il rispetto come un atteggiamento giusto verso gli altri. Tuttavia lui ricordo ai fedeli asiatici di non eliminare la necessità dell’esplicita proclamazione del Vangelo. Ecco le sue parole: “Una proclamazione che rispetta i diritti delle coscienze non viola la libertà, dal momento che la fede richiede sempre una libera risposta da parte dell'individuo. Ma il rispetto non elimina la necessità dell'esplicita proclamazione del Vangelo nella sua interezza. Specialmente nel contesto della ricca varietà di culture e religioni in Asia, occorre rilevare che “né il rispetto e la stima verso queste religioni, né la complessità dei problemi sollevati sono per la Chiesa un invito a tacere l'annuncio di Cristo di fronte ai non cristiani””.


d.     Una nota sulla Spiritualità della liberazione

Nasce un tentativo in Asia di elaborare una spiritualità della liberazione. Nell’introduzione del libro “Asian Christian Spirituality: Reclaiming Traditions”, tre editori (Virginia Fabella, Peter K. H. Lee e David Kwang-sun Suh) sono del parere che non si può parlare della spiritualità Asiatica senza prendere in considerazione il grido dei milioni degli marginati e sofferenti che compongono la maggioranza della popolazione Asiatica. Per essere rilevante, la spiritualità dovrebbe essere quella che rispondono al bisogno della gente e della loro situazione. Essa deve riguardare le lotte contro la condizione disumanizzante economicamente e politicamente.[11]


IV.            Conclusione

Abbiamo visto che la chiesa cattolica e’ nato nella terra Asiatica dove si troviamo il pluralismo sia dei popoli sia delle religioni e tradizione. La Chiesa entra nella storia del popolo asiatico e cerca di far evidenziare la fermezza nella fede in Cristo Salvatore.

Asia e’ un popolo diverso. Hanno la particolarità’ nel modo di vedere Cristo, concepire la vita. La loro spiritualità nasce da questa riflessione. Il rispetto, contemplazione, e evangelizzazione sono alcuni elementi di poter parlare della spiritualità asiatica.

Per terminare il mio elaborato, vorrei fare ecco le parole che Giovanni Paolo II dice all’inizio della sua esortazione, “Dato che Gesù è nato, vissuto, morto e risorto in Terra Santa, questa piccola porzione dell'Asia occidentale è diventata terra di promessa e di speranza per tutto il genere umano”.


















BIBLIOGRAFIA



FABELLA, V – PETER, K.H.L – SUH, D.K., Asian Christian Spirituality: Reclaiming Traditions, New York 1992.

BRESSAN, L., The Catholic Church and its Presence in Asia, Milano 2010.

CHIA, E., Dialogue: Resource Manuali for Catholics in Asia, New Delhi 2002.

Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, Roma 1999.

HAN, P.C., Christianities in Asia, Oxford 2011.

ZAGO, M., La Chiesa in Asia Oggi, Bologna 1983.








[1] Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, Roma 1999
[2] ZAGO, M., La Chiesa in Asia Oggi, Bologna 1983, 8-14
[3] BRESSAN, L., The Catholic Church and its Presence in Asia, Milano 2010, 201-202
[4] FABELLA, V – PETER, K.H.L – SUH, D.K., Asian Christian Spirituality: Reclaiming Traditions, New York 1992, 126
[5] Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, Novembre 1999
[6] Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, Novembre 1999
[7] Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, Novembre 1999
[8] PHAN, P.C., Christianities in Asia, Oxford 2011, 257
[9] Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, Roma 1999
[10] CHIA, E., Dialogue: Resource Manuali for Catholics in Asia, New Delhi 2002, 187
[11] FABELLA, V – PETER, K.H.L – SUH, D.K., Asian Christian Spirituality: Reclaiming Traditions, New York 1992, 126

Jumat, 18 Januari 2013

UNA TERRA BENEDETTA


Indonesia - 100 anni della presenza cristiana a Ruteng

Ansensius Guntur
(Versi bahasa spanyol udah dimuat di satu majalah di keuskupan di Meksiko)





La diocesi di Ruteng (Indonesia)  ha celebrato i  primi 100 anni della presenza della chiesa cattolica e il battesimo dei primi cristiani (17 maggio 1912) per opera del missionario gesuita P. Looijmans Henrikus. Da allora il numero dei cattolici è venuto crescendo e tuttora la loro presenza è la più numerosa. Su una popolazione di 853.937 abitanti ben 770.219  (90%) professano la fede cristiana.
La diocesi comprende tutta la regione di Manggarai, la parte ovest dell’isola di Flores ed è la più grande diocesi dell’Indonesia in termini di numero di cattolici.
L’opera dei cattolici nel territorio del Manggarai è stata particolarmente feconda, contribuendo in particolare alla diffusione della dottrina del Vangelo e della Chiesa, nell’educazione dell’intera popolazione e nelle opere socio-asssistenziali.
Lo stesso  Presidente della Repubblica Indonesiana, Susilo Bambang Yudhoyono,  che il 19 ottobre a Ruteng  ha preso parte alle celebrazioni dell’anno giubilare della chiesa cattolica, ha riconosciuto e altamente apprezzato il contributo che la chiesa ha dato all’intera nazione, in particolare nella regione del Manggarai. “Penso, ha detto, sia giusto, celebrando i 100 anni della presenza cristiana in Manggarai, riconoscere quanto sia grande e importante il contributo della chiesa per il popolo di questa regione e per l’intera nazione indonesiana”.

La convivenza con altre religioni


La popolazione indonesiana è a maggioranza musulmana, costituendo anzi il più popoloso stato musulmano del mondo. Si differenzia solo nella Diocesi di Ruteng dell'isola di Flores, dove la maggioranza è costituita dai cattolici. Sono inoltre presenti in percentuali molto inferiori altri gruppi:  l'Islam (9%), protestanti (0,5%), l'induismo (0,07%) e buddisti (0,002%).
Le differenti fedi sono rispettate e non creano alcun conflitto. Lo ha segnalato mons. Hubertus Leteng, il vescovo di Ruteng: “Sono molto orgoglioso e grato del fatto che le nostre differenze religiose, etniche e razziali non abbiano suscitato problemi e maggiori preoccupazioni e tantomeno lotte e conflitti nella vita quotidiana di questa nostra regione”.
Nella circostanza Mons. Leteng ha chiesto alle autorità del Governo che facciano il possibile per garantire i diritti e gli obblighi di tutta la popolazione cattolica residente nel Paese. E ha aggiunto: “Ci auguriamo che in futuro i diritti e i doveri dei cattolici in questa regione e in qualsiasi parte dell’Indonesia siano sempre garantiti, protetti e salvaguardati, mai ignorati e tanto meno discriminati nella società indonesiana”. All’invito del vescovo il Presidente della Repubblica ha ribadito la sua gratitudine soprattutto alle autorità religiose per la loro costante opera e contributo alla pacifica convivenza del popolo indonesiano e li ha sua volta invitati a continuare in quest’opera e vivere ciascuno secondo i principi del proprio credo.

Florilegio missionario

La diocesi rende un esemplare servizio non solo al Paese, ma anche alla chiesa universale mediante l’invio nel mondo di numerosi missionari che si formano nei vari seminari. È particolarmente rigoglioso il continuo rifiorire di aspiranti alla vita sacerdotale, religiosa e missionaria. Ecco alcuni esempi.
Nella diocesi sono presenti 52 congregazioni, tra esse la Congregazine Scabriniana con due seminari che portano il nome di San Carlo, uno a Ruteng e l’altro a Maumere, sempre nell’isola di Flores.
Nel seminario di Ledalero (Maumere), gestito dai Padri Verbiti, si formano i candidati al sacerdozio. Attualmente conta 811 sacerdoti, dei quali 442 svolgono la loro opera missionaria in 46 paesi. Sono invece 157 i missionari della Società del Verbo Divino provenienti dalla diocesi di Ruteng, 64 dei quali operano in Indonesia e 93 in diversi paesi dei 5 continenti. Sono circa 500 i giovani aspiranti alla vita missionaria in altri due seminari minori. Oltre  800 sono le aspiranti religiose destinate a svolgere un prezioso servizio pastorale e assistenziale nelle parrocchie, nelle scuole e nelle comunità. I religiosi e le religiose assumono così un ruolo importante per la vita sociale ed ecclesiale dell’intera comunità.
Nella ricorrenza del centenario della presenza cattolica in quest’isola, particolarmente benedetta, tutta la popolazione ha reso grazie al Signore e lo ha invocato perché continue a fecondarla di grazie per una fioritura sempre più rigogliosa e feconda nel mondo dove ancora pochi sono gli operai per la sua vigna.





Jumat, 11 Januari 2013

BHINEKA TUNGGAL IKA DAN KHARISMA SCALABRINIAN

Ansensius Guntur (Yance)



Kongregasi Scalabrinian didirikan pada tanggal 28 november 1887 di Piacenza (Italia Utara). Titik sentral misi kongregasi ini adalah pelayanan para migran di seluruh dunia. Kongregasi ini secara formal masuk di Indonesia pada tanggal 29 Juni 2002. Sebuah pertanyaan mendasar yang terbersit dalam benak para misionaris perintis tatkala kongregasi ini melebarkan sayapnya di bentara nusantara adalah: “Apa yang mesti dibuat supaya spiritualitas scalabrinian bisa menginspirasi para calon imam dan bagaimana aspek itu bisa diterapkan dalam konteks budaya yang plural?” Untuk menjawab pertanyaan ini, penulis merasa penting mencoba memahami persepsi dan sikap orang Indonesia terhadap sebuah pluralitas budaya, bahasa, ras dan agama.

Indonesia dan Konteksnya yang Plural

Dalam rangka menjawab pertanyaan mendasar di atas, adalah pada tempatnya kalau penulis memulainya dengan melihat konteks Indonesia yang menjadi titik tuju karya misi Scalabrinian. Indonesia merupakan salah satu negara yang cukup besar di Asia Tenggara. Predikat tersebut beralasan karena Indonesia memiliki 17.508  gugusan pulau, dengan jumlah penduduk sekitar 237.641.326 jiwa, (BPS, 2011). Ada 740 suku dan sekitar 583 bahasa daerah yang dipakai masyarakat Indonesia di wilayah-wilayah yang berbeda. Agama-agama besarpun berkembang secara meluas di Indonesia. Pemerintah memberi ruang kebebasan beragama bagi warganya walaupun masih ada pihak-pihak tertentu yang berusaha merong-rong  kebebasan tersebut. Sampai saat ini  ada enam agama yang diakui di negeri ini, yaitu Islam, Katolik, Protestan, Hindu, Budha, dan Kongfucu.

Berkaitan dengan konteks Indonesia yang majemuk dari segi suku, ras, bahasa dan agama, para peletak dasar bangsa ini telah memikirkan sebuah semboyan yang bisa mengayomi pluralitas tersebut. Semboyan itu adalah Bhineka Tunggal Ika. Secara historis semboyan ini digunakan pertama kali oleh Empu Tantular. Ia menggunakan motto ini dalam konteks hubungan antara agama Saiya Hindu dan agama Budha.  Kata bhineka berarti “beraneka ragam” atau berbeda-beda. Kata neka dalam bahasa Jawa Kuno berarti “macam” dan menjadi pembentuk kata “aneka” dalam Bahasa Indonesia. Kata tunggal berarti “satu”. Kata ika berarti “itu”. Secara harfiah Bhineka Tunggal Ika diterjemahkan “Beraneka Satu Itu”, yang bermakna  meskipun berbeda-beda tetapi pada hakikatnya bangsa Indonesia tetap adalah satu kesatuan. Semboyan ini digunakan untuk menggambarkan persatuan dan kesatuan Bangsa dan Negara Kesatuan Republik Indonesia yang terdiri atas beraneka ragam budaya, bahasa daerah, ras, suku bangsa, agama dan kepercayaan. Kita bisa bayangkan bahwa sudah sejak masa Mpu Tantular semangat menghargai keberbedaan sudah mulai dipraktekkan.

Bhineka Tunggal Ika, yang berbeda-beda tetapi tetap satu, mempunyai khasanah makna yang sangat mendalam. Pada prinsipnya semboyan ini merujuk pada satu makna sangat penting yaitu: toleransi. Tanpa toleransi sulit rasanya Indonesia bisa hidup hingga sekarang. Tanpa toleransi, mungkin setiap agama mendirikan negara sesuai dengan agamanya. Setiap suku mungkin akan mendirikan negara sesuai sukunya masing-masing. Pemilihan semboyan ini menggambarkan keinginan kuat dalam diri pendiri bangsa ini agar semua warga yang mendiami nusantara ini bisa hidup berdampingan sebagai saudara walaupun mereka berbeda.

Dalam konteks hidup bermasyarakat, semboyan di atas diejahwantakan dalam kehidupan gotong-royong dan pertemuan bersama yang disebut “musyawarah” untuk mufakat. Ini dilakukan karena pada kodratnya setiap manusia menginginkan keselarasan , kedamaian dan harmoni tanpa menghilangkan kekhasan sebagai pribadi.

Kharisma Scalabrinian

Setelah kita berbicara tentang konteks Indonesia, sekarang kita akan membahas bagaimana kharisma Scalabrinian. Pengenalan akan semangat dasar kongregasi ini memungkinkan kita untuk bisa memahami misinya. Bagi Kongregasi Scalabrinian, keterbukaan terhadap keanekaragaman budaya bukan hal yang asing lagi. Keterbukaan ini berangkat dari spiritualitas pendirinya Yohanes Battista Scalabrini. Beliau telah begitu sering mengajarkan sebuah spiritualitas “inkulturasi” atau “inkarnasi”, yang mana seorang imam diajak untuk mengikuti Kristus yang telah terinkarnasi dalam konteks sejarah dan sosial tertentu. Dalam hal ini, seorang imam diharapkan bisa masuk dalam budaya yang berbeda dan mengintegrasikan nilai-nilai injil dan ajaran kristen. Untuk itu sangatlah penting bagi seorang imam untuk mempunyai pengetahuan dan kualitas-kualitas seperti rasa hormat, keterbukaan dan kesediaan untuk belajar dan menerima perbedaan. P. Gino Dalpiaz, cs mengungkapkan hal ini dengan kata-kata indah, “Untuk mengerti budaya asing dan mengapresiasi fitur-fiturnya baik positif maupun negatif, nilai dasar yang perlu dikembangkan adalah kemampuan untuk menerima orang lain secara murni sebagai orang lain”.

Beato Yohanes Battista Scalabrini pernah berkata, Kita semua adalah para migran, kewarganegaraan kita bukan di bumi ini melainkan di sorga”. Kata-kata ini mengukirkan perjalanan manusia menuju hidup yang kekal. Ini adalah kebenaran yang sulit dan bahkan tidak bisa dipungkiri. Dalam setiap lubuk hati manusia terdapat bibit akan transendens. Ini juga telah menjadi dasar kehidupan keagamaan di Indonesia. Setiap orang Indonesia bebas untuk memeluk agama yang dikehendakinya. Dialog antaragama hanya mungkin bisa terlaksana dan terjaga karena berangkat dari nilai dasar ini. Kita semua berjalan menuju hidup abadi. Kenyataan ini telah membantu orang Indonesia untuk selalu menghormati penganut agama lain. Indonesia tak mempunyai agama nasionalis, hanya ada enam agama resmi yang dengan bebas bisa dianutinya. Keanekaragaman agama di Indonesia tidak akan menjadi sumber masalah kalau prinsip dasar kodrat manusia ini betul-betul dihayati oleh setiap warga negara Indonesia.

Setiap calon imam Scalabrinian dibina untuk bisa menghadapi dan menerima kemajemukan sebuah komunitas. Misi dasar scalabrinianlah yang menuntut seorang calon untuk terbuka pada sebuah pluralitas  dan berusaha menjadi jembatan untuk mempersatukan perbedaan-perbedaan yang ada sehingga bisa menjadi kemasan yang indah. Karena itu, di rumah-rumah formasi scalabrinian para calon dilatih untuk hidup dengan calon-calon yang berasal dari negara dan latar belakang budaya yang berbeda.

Kesimpulan

Kita telah melihat bahwa keanekaragaman budaya, bahasa, suku dan agama telah menjadi realitas Negara Indonesia. Inilah kenyataan hidup sehari-hari. Meskipun ada pluralitas budaya, masyarakat Indonesia selalu berusaha untuk menerima dan menghormati orang lain dan bersama-sama membangun negara menuju arah yang lebih baik. Karena itu, kalau seorang calon Scalabrinian betul-betul mengenal dan menghidupkan  “Bhineka Tunggal Ika”, pasti dia juga bisa menginkarnasi dengan baik karisma Scalabrinian. 

Senin, 12 Maret 2012

GAMBARAN SINGKAT SEPUTAR KARYA PASTORAL UNTUK PARA PELAUT


(Yance Guntur) 



Lalu Yesus naik ke dalam perahu dan murid-murid-Nyapun mengikuti-Nya. Sekonyang-konyong mengamuklah angin ribut di danau itu, sehingga perahu itu ditimbus gelombang, tetapi Yesus tidur. Maka datanglah murid-murid-Nya membangungkan Dia, katanya: “Tuhan, tolonglah, kita binasa.“ Ia berkata kepada mereka “Mengapa kamu takut, kamu kurang percaya?“ Lalu bangunlah Yesus menghardik angin dan danau itu, maka danau itu menjadi teduh sekali. Dan heranlah orang-orang itu, katanya: “Orang apakah Dia ini, sehingga angin dan danaupun taat kepada-Nya?“ (Mat 8, 23-27)

Gereja selalu memperhatikan kebutuhan rohani bagi para pelaut. Kisah Yesus yang menghentikan angin kencang telah menjadi ikon yang tepat untuk menggambarkan bagaimana gereja, mengikuti jejak Kristus, berusaha untuk memperhatikan kesejahteraan para pelaut terlebih khusus dalam kebutuhan rohani.

Gereja Peduli

Gereja dalam sejarahnya selalu mencari solusi yang baik untuk memberikan pelayanan pastoral bagi para pelaut. Tahun 1997 Bapa Paus Yohanes Paulus ke-II mengeluarkan sebuah surat apostolik Stella Maris untuk para pelaut dan semua yang berkarya untuk mereka. Dalam surat apostolik ini, Bapa Paus memberikan indikasi-indikasi penting dalam pelayanan bagi para pelaut.
Perlu diketahui bahwa dalam gereja katolik ada Dewan Kepausan untuk Pelayanan Pastoral bagi para migran dan orang itineran (di sini termasuk pelaut, pengungsi). Dewan ini bekerja untuk mengkoordinir pelayanan kristen katolik untuk semua orang yang punya alasannya tersendiri berpindah dari satu tempat ke tempat yang lain. Di tingkat nasional, biasanya dalam konferensi wali gereja ada komisi khusus untuk para migran dan orang-orang itineran. Komisi inilah yang mengatur karya pastoral untuk para pelaut. Biasanya di kepalai oleh seorang uskup. Dalam surat apostolik bapa paus, Stella Maris, tertera sebuah himbauan untuk menunjuk juga seorang direktur nasional (seorang pastor) yang bisa mengkoordinir karya pelayananan pastoral untuk para pelaut. Satu dari beberapa peranan direktur nasional untuk kerasulan maritim yakni menjalin hubungan dengan direktur kerasulan maritim dari negara tetangga. Mereka-mereka inilah yang seharusnya mengatur wilayah-wilayah mana saja yang harus dicakup oleh setiap negara.
Saat ini, gereja katolik bersyukur sekali karena ada beberapa pastor yang bersedia untuk berlabuh di kapal untuk memberikan pelayanan rohani bagi para pelaut yang kerapkali harus berlabuh sampai 8 bulan. Yang jelas gereja masih membutuhkan banyak pastor yang rela berlabuh untuk menghibur dan memberikan peneguhan rohani bagi para pelaut. Sekarang ini memang ada pastor yang bekerja di kapal (khususnya kapal pesiar) yang awak kapalnya kurang lebih 1500 ditambah dengan penumpang yang bisa mencapai 5000 orang. Pastor-pastor ini dikoordinir oleh direktur nasional untuk pelayanan pastoral bagi para pelaut (direktur nasional di pelabuhan tempat pemberangkatan).
Biasanya di pelabuhan internasional, ada beberapa pusat pelayanan untuk para pelaut yang lazim disebut “Stella Maris Center”. Di sini biasanya ada seorang pastor yang berperan sebagai “Chaplain” (kapelano). Chaplain dalam hukum kanonik katolik itu termasuk semua pastor yang pelayanan pastoralnya untuk kebutuhan khusus seperti di Rumah Sakit, penjara dan juga untuk para migran dan pelaut. Biasanya pastor yang bekerja di stella maris center menjalin hubungan erat dengan keuskupan setempat karena pada dasarnya tak ada seorang pastor pun yang bekerja untuk dirinya sendiri. Dia adalah pelayan gereja. Di antara para Chaplain-Chaplain Stella Maris di dunia  mereka menjalin hubungan erat. Dalam satu region (wilayah geografis tertentu) misalnya untuk wilayah Asia Tenggara dan sekitarnya, ada seorang pastor yang menjadi koordinator. Kalau ada yang mau buat misa, pertama-tama coba cari kalau ada Stella Maris terdekat. Pasti nanti mereka mengatur segala pelayanan liturgi yang dibutuhkan.
Bagaimana kalau ga ada Stella Maris Center? Kepada siapa kita harus meminta pastor? Memang benar tidak semua pelabuhan ada Stella Maris Centernya, untuk itu kontak saja paroki yang terdekat karena sebagaimanapun gereja telah menghimbau kita semua untuk memberikan perhatian khusus bagi para pelaut. Memang benar gereja katolik menginginkan seorang pastor yang bekerja khusus untuk pastoral maritim tapi kalau saja ada kebutuhan yang mendadak, kontak saja pastor yang terdekat. 

Menanti Para Gembala yang bisa Bekerja Untuk Para Pelaut

Indonesia adalah negara kepulauan terbesar di dunia dengan jumlah pulaunya lebih dari 13 ribu. Kehidupan laut tidak menjadi suatu hal yang asing lagi bagi orang Indonesia. Untuk pergi dari satu pulau ke pulau yang lainnya, orang Indonesia banyak yang menggunakan kapal laut. Profesi sebagai seorang awak kapal bukan sesuatu yang asing di telinga orang Indonesia. Banyak orang Indonesia yang menjadi pelaut. Mereka tidak hanya bekerja di negara Indonesia tapi juga di luar negeri. Siapa yang mempunyai hati yang baik untuk melayani mereka?
Satu Ordo religius Misionaris Santo Karolus – Scalabrinians masuk di Indonesia 2002. Kongregasi ini mempunyai karisma khusus untuk para migran, pengungsi dan pelaut. Sekarang ada beberapa orang Indonesia yang masuk ordo Scalabrinians dan mereka menyiapkan diri untuk melayani Tuhan dalam pribadi para migrant, pengungsi. Semoga mereka ini kelak bisa menjadi para gembala untuk para pelaut yang barbula-bulan mengarungi lautan untuk mendapatkan hidup yang lebih baik.

Sekilas kisah di Pelabuhan Roma (Civitavecchia)

Untuk mengakhiri tulisan ini, aku ingin membagi sedikit pengalaman bersama para pelaut di Pelabuhan Roma di kota kecil Civitavecchia. Sudah lebih dari lima bulan bersama temanku dari Haiti Pierre Onel Feliatus kami mengadakan karya kerasulan untuk para pelaut yang datang dari berbagai negara di dunia. Di Pelabuhan Roma (Civitavecchia), ada banyak kapal yang singgah di pelabuhan ini; ada kapal pesiar, kapal barang, dll. Kebanyakan awak kapal yang ada di pelabuhan ini berasal dari Filipina. Banyak juga awak kapal yang berasal dari Indonesia. Mereka banyak yang bekerja di kapal pesiar.
Awak-awak kapal pesiar mempunyai keistimewahan tertentu. Mereka bisa keluar dari kapal dan berjalan-jalan di kota Civitavecchia atau sekitarnya. Ada banyak dari mereka yang singgah di kantor kami. Di kantor kami Stella Maris Civitavecchia, kami memberikan berbagai jenis pelayanan. Kalau para crew ingin untuk berkomunikasi dengan keluarga dan teman-teman mereka, kami menyediakan kartu telpon dan internet. Stella Maris Civitavecchia mempunyai para sukarelawan yang bisa memberikan counselling dan bimbingan rohani bagi para pelaut yang membutuhkannya. Tak hanya kebutuhan rohani, bagi para pelaut yang bermasalah di kapal, baik itu menyangkut kontrak kerja atau masalah penindasan, kami berusaha sebisa kami untuk mencari jalan keluar yang baik. Kami ingin supaya tempat kami di pelabuhan ini menjadi home far from home.
Tidak semua awak kapal bisa turun dari kapal. Karena singkatnya waktu persinggahan dan aturan hukum yang makin ketat sebagai dampak negatif dari terorisme, banyak awak kapal yang tak diijinkan turun dari kapal. Untuk itulah, kami berusaha mengunjungi mereka di kapal. Kami membawa kartu telpon, modem internet dan juga HP agar mereka bisa kontak keluarga di negara mereka masing-masing. Kerapkali mereka meminta kami juga untuk membeli kebutuhan mereka di tokoh-tokoh terdekat. Ada beberapa kapal yang terpaksa harus menunggu sampai lebih dari satu minggu tiga kilometer dari pelabuhan karena trafik yang ada di pelabuhan. Mereka ini terisolasi dan kunjungan kami memberikan penghiburan tersendiri bagi mereka.
Kunjungan di kapal kadang-kadang hanya berakhir 5 menit tapi kegembiraannya luar biasa, bukan saja untuk para pelaut, tetapi juga untuk kami yang mengunjungi mereka. Mereka datang dari berbagai negara dan kadang-kadang kami tak mengerti bahasa mereka. Dengan bahasa isyarat kami berkomunikasi dengan mereka. Senyuman bisa menjadi senjata yang ampuh untuk mengukir segala kegembiraan kami. Bagi saya secara pribadi, bertemu dengan orang Indonesia dan orang Filipina memberikan kebahagiaan yang lebih karena aku tahu bahasa dan budayanya. Dengan mereka, mudah bagi kami untuk berkomunikasi.

Arsip Blog


Estimated number of international migrants worldwide

Percentage of the world's population who are migrants

Migrants would constitute the fifth most populous country in the world

Percentage of migrants worldwide who are women

Estimated remittances sent by migrants in 2009

Estimated remittances sent by migrants to developing countries in 2009

Internally displaced persons in the world in 2009

Estimated number of refugees in the world today

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MENJADI MIGRAN DI ANTARA PARA MIGRAN - TO BE A MIGRAN AMONG THE MIGRANTS - DIVENTA MIGRANTE TRA I MIGRANTI

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